lunedì 1 ottobre 2012

Finalmente fiero di contribuire

Passano i mesi, e l’Italia va sempre più a fondo. No, aspetta, si rialza. Anzi no, era solo un rimbalzo, affonda di nuovo. E così via, con l’affondo che è inversamente proporzionale al vituperato spread (ma poi qualcuno mi spiegherà come possano le condizioni oggettive di una nazione oscillare vistosamente più volte al giorno… non è che stiamo usando un indicatore non adeguato?).
E noi purtroppo ai margini del processo, a chiederci cosa possiamo fare per aiutarci a rialzarci. Le decisioni sono in mano d’altri, ed al cittadino non rimane che fare vigilanza stretta e marcatura a uomo sugli scontrini e le fatture relativi alle piccole spese di casa. Però abbiamo la sensazione che ciò non sia troppo utile, e ci scoraggiamo.
Ora finalmente ho l’opportunità (non troppo volontaria…) di contribuire, in prima persona, al risanamento dello stato.
moneta 2 Da oggi, infatti, ogni volta che mangerò pranzo, farò una donazione di ben € 4,33 al nostro bilancio statale. Il valore del buono pasto che, dal primo ottobre, è stato abolito per il personale docente (ed altre categorie). L’infinita saggezza della “spending review” (D.L. 6/6/2012 n.95 convertito in legge n. 135 del 07/08/2012) ha identificato finalmente il vero buco di bilancio: i buoni pasto di qualche euro.
E posso ripetere questo gesto di risanamento ogni giorno: ogni anno uso tra i 160 ed i 170 buoni pasto: quest’anno potrò quindi contribuire a risollevare l’Italia per circa € 700. Contributo assolutamente determinante.

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione. Avevo confuso la quota a carico del dipendente (€ 2,37) con quella a carico dell'amministrazione (€ 4,33), che è ovviamente quella che contribuisce alla spending review. Ovviamente ora sono molto più felice.

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