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venerdì 15 febbraio 2019

Condividere un file

Succede spesso che gli studenti inviino una e-mail per chiedere chiarimenti sull’esercizio che stanno svolgendo.

Ecco i metodi utilizzati per condividere l’esercizio che stanno svolgendo, che vanno dal meno frequente (ma più adeguato) al più frequente (ma orribile da tutti i punti di vista):

  • Codice sorgente su un repository GitHub, inviando il link al repository.
    Nota: non succede mai, ma sarebbe il mio sogno.
  • Codice sorgente completo (es. progetto Eclipse o progetto PyCharm) inviato come zip.
    Nota: quando lo zip supera i filtri dell’anti-spam, è un po’ scomodo da gestire, ma alla fine sei sicuro che ci sia tutto.
  • Codice sorgente parziale (es. solo un file, o parte di un file), inviato come allegato di e-mail.
    Nota: a patto che l’errore sia proprio in quel file (e comunque non hai modo di provarlo, quindi devi andare “ad istinto”… e sappiamo tutti quanto vale l’istinto nel debug).
  • Codice sorgente parziale, incollato nel corpo della e-mail.
    Nota: spazi, indentazioni, caratteri speciali, se se sono andati a farsi friggere.
  • Videata del codice sorgente (screenshot del PC), inviata come file immagine via e-mail.
    Nota: molto stupido (vedi solo una parte di un file, e non puoi studiarlo né modificarlo) e molto raro (quasi nessuno sa come salvare su file uno screenshot preso da PC… suggerimento: in Windows c’è uno “Strumento di Cattura”, oppure usate il freeware Greenshot).
  • Videata del codice sorgente, sbilenca e sfocata, ottenuta fotografando lo schermo con un cellulare.
    Nota: è di gran lunga la modalità più utilizzata. Di solito è impossibile capire cosa stavano facendo e cosa poter rispondere. Infatti, solitamente non rispondo, o chiedo che inviino il file originale.
    Ma soprattutto il dubbio amletico è: stai lavorando su un file, sei su un PC (o Mac che sia), hai un programma di posta… come ti viene in mente di fare una foto allo schermo?

Ovviamente temo il momento in cui mi invieranno un video in cui mi spiegano a voce il problema, inquadrando lo schermo con fare tremolante ed incerto. Lo temo, ma so già che prima o poi arriverà.

venerdì 11 gennaio 2019

Elenchi Laureati Politecnico

Succede spesso di ricevere richieste da parte di aziende che vogliano contattare studenti neolaureati. Mi sono reso conto che gli elenchi di laureati, pur essendo disponibili sul sito del Politecnico, non sono facili da trovare (ed anzi, una ricerca su Google rimanda ad un servizio dismesso dal 2011).

Per chi fosse interessato, la pagina da visitare per ricercare i profili di studenti e laureati del Politecnico è: http://stagejob.polito.it/aziende/profili_studenti_e_neolaureati

È disponibile una visualizzazione di tipo anonimo (senza dati identificativi dello studente, ma solo con dati riassuntivi sulla carriera e sulla tesi di laurea svolta) accessibile a tutti. Le aziende, inoltre, possono registrarsi e consultare le informazioni complete sugli studenti selezionati.

Unico problema: i laureati nel settore ICT, soprattutto quelli più bravi, tendono ad essere già occupati sin dal giorno della laurea (talvolta anche prima). Ma a questo problema si può ovviare solamente aumentando il numero di studenti e studentesse che scelgano una carriera informatica.

mercoledì 10 ottobre 2018

Cacografia

No, non è una parolaccia. Cacografia è semplicemente il contrario di calligrafia. Dove quest’ultimo rappresenta una bella (calli-) scrittura (-grafia), il prefisso caco- indica la brutta scrittura.

Io sono certamente affetto da questo difetto, ed in effetti cerco di evitare in ogni modo di scrivere a mano (soprattutto se devo consegnarlo ad altri).

I rimedi alla cacografia cronica sono tre: scrivere lentamente, il più possibile ordinato; scrivere in carattere stampatello; scrivere con caratteri grandi e ben contrastati.

Gli esami degli studenti, invece, riescono spesso a contravvenire a tutte e tre le regole:

  • Scritti a matita (sì, nel mio corso è permesso). Con tratto leggerissimo, quasi invisibile. Su foglio non bianchissimo, ma di carta grigia (stesso colore della matita). Con quadrettatura pesante, certamente più pesante del testo scritto.
  • Scritti in corsivo, quasi mai a stampatello. Ma quel corsivo che usi quando hai fretta, pieno di scorciatoie sulla forma delle lettere, mancanza di spazi tra le parole, occasionali errori sintattici.
  • Scritti e riscritti, con correzioni, cancellature, riscritture, riporti, frecce e rimandi. Per cui ricostruire ciò che si voleva dire è effettivamente un’opera di enigmistica.

Comprendo bene lo stato di agitazione che si può provare sotto esame, ma ciò rischia di rendere più difficile la correzione, ed in ultima analisi rende difficile al docente capire che cosa lo studente volesse effettivamente descrivere.

E talvolta il desiderio di scrivere “di più” è controproducente, perché porta a scrivere in modo indecifrabile. Suggerimento: meglio essere sintetici, schematici, chiari e comprensibili. La correttezza non si misura mai dal numero di parole scritte o di pagine riempite.

venerdì 16 giugno 2017

Tecniche di Programmazione 2016/2017

Si è conclusa l'edizione 2016/2017 del corso di Tecniche di Programmazione per ing. Gestionale al Politecnico di Torino.
Principali trattati nel corso: Java, JavaFX, database, algoritmi, strutture dati, ricorsione, simulazioni ad eventi, pattern di programmazione).
Ricordo a tutti gli interessati le risorse didattiche prodotte durante il corso, liberamente accessibili con licenze "open"(se volete, chiamatele OER - Open Educational Resources):

Un ringraziamento ai collaboratori Andrea Marcelli ed Alberto Monge.

giovedì 7 gennaio 2016

Il gesso passivo danneggia anche te

Oggi mi sento di lanciare una battaglia (semiseria) contro il gesso passivo. È certamente un problema di nicchia, ma sarà certamente sentito dai molti insegnanti digital-first della nostra penisola (se non oltre).
Scatole di gessetti

Da parecchi anni, in aula, non uso più le classiche lavagne (ardesia e gesso), a favore della soluzione digitale (PC e videoproiettore). Questo soprattutto per ragioni didattiche, tra le quali le due più importanti mi paiono: la possibilità di mostrare ed utilizzare i reali strumenti software con cui gli studenti dovranno lavorare (e non solo le "slide"), e la possibilità di registrare audio+video della lezione (screencast) ed immediatamente pubblicarlo su Internet.

Purtroppo le aule di lezione sono strutture condivise, per cui succede di capitare in un'aula che era stata precedentemente utilizzata da un utilizzatore-di-gessetti (specie risalente al passato, ma non ancora sulla strada dell'estinzione). L'utilizzatore di gessi si riconosce facilmente, in quanto oltre ad uscire dall'aula ricoperto di polverina bianca (e può essere solo gesso, perché per noi statali l'altra polverina bianca è fuori budget), abbandona le suppellettili dell'aula (lavagna, cattedra, sedie, ...) graziosamente ricoperte dal sottile velo.

La conseguenza è che anche i docenti "digitali" si imbrattano maglie, pantaloni, mani, giacche di gesso, per il semplice fatto di fruire in modo "passivo" del gesso altrui. Peggio ancora, la polvere di gesso ha la simpatica abitudine di intrufolarsi nelle fessure di areazione dei PC, nelle intercapedini tra i tasti, nella cornice del monitor, rischiando di condurre a veri e propri danni.

Quindi il mio appello è semplice: così come ci sono locali appositi per i fumatori, separati dai non fumatori, per proteggerli dal fumo passivo, dovrebbe sorgere un movimento di opinione per creare delle aule senza gessi, per proteggerci dall'esposizione al gesso passivo.

O forse basterebbe che chi la usa, a fine lezione, lasciasse l'aula come l'ha trovata?

venerdì 3 ottobre 2014

Download per i pronipoti

Effettivamente, 420mila anni mi sembrano un po’ troppi da aspettare, soprattutto per le ultime 15 ore. In fondo dovrebbero essere solo 16 zettabyte.

Però, per le immagini dello Student Showcase di Ambient Intelligence, sicuramente vale la pena!

2014-10-02 14_28_45-14030_AmbientIntelligenceStudentShowcase - Dropbox

Si ringrazia la combinazione di Firefox e Dropbox per l’involontaria ilarità.

sabato 12 aprile 2014

Seminari “Tecnologie per la Disabilità”

Anche quest’anno nel corso di Tecnologie per la Disabilità vengono organizzati numerosi seminari ad opera di docenti ed esperti esterni.

Le tematiche affrontate tratteranno i temi dell'accessibilità, degli ausili (sia tradizionali, sia innovativi), della comunicazione, dell'integrazione lavorativa e saranno tenuti da operatori del settore e/o da persone con disabilità.

Sono previsti i seguenti seminari:

  1. Venerdì 11/04/2014 ore 16.00: Accessibilità dei sistemi informativi e degli smartphone per non vedenti (M. Vriz, Fondazione ASPHI)
  2. Venerdì 16/05/2014, ore 16:00: Tecnologie avanzate per disabilità motorie ed il sistema Rewalk (F. Molteni e E. Guanziroli, Ospedale Valduce Villa Beretta)
  3. Venerdì 30/05/2014, ore 16:00: Comunicazione aumentativa ed alternativa in adulti e bambini (V. Pasian, E. Cane, R. Favole, ASL TO1 e CN1)
  4. Venerdì 06/06/2014, ore 17:30: Autismo e tecnologie, il progetto Touch For Autism (G. Arduino, ASL CN1)
  5. Mercoledì 11/06/2014, ore 17:30: Tecnologie e assetti organizzativi per l'integrazione lavorativa (O. Marcotti e F. Levantini, IBM Italia).

I seminari sono aperti a tutte le persone interessate e si svolgeranno presso la sede di Corso Duca degli Abruzzi 24 del Politecnico, in Aula 4.

Il primo dei seminari in programma, tenuto dalla dott.ssa Marina Vriz della Fondazione ASPHI Onlus, ha trattato il tema degli ausili che permettono ai non vedenti di utilizzare le funzionalità di personal computer Windows, Mac OS-X, e di smartphone (iPhone in particolare). È stato presentato l'utilizzo degli screen reader, della sintesi vocale, e delle tastiere Braille.
Al termine dell'intervento, numerose le domande da parte degli oltre 200 studenti presenti, conclusesi con due calorosi applausi di apprezzamento ed affetto per l'esperienza e la conoscenza condivisa da Marina Vriz.

Appuntamento al prossimo seminario: 16 maggio ore 16, quando parleremo di esoscheletri ed ausili innovativi per la riabilitazione motoria con il primario F. Molteni della clinica "Villa Beretta" (ospedale Valduce, Como) e con l'ing. E. Guanziroli, che parlerà dal punto di vista di un ingegnere biomedico.

Maggiori dettagli ed aggiornamenti sono disponibili all'indirizzo http://bit.ly/10Oaph9

venerdì 4 aprile 2014

Master in E-Learning per la Pubblica Amministrazione

corso INPS - e-learning PA - Politecnico Torino

"E-Learning per la Pubblica Amministrazione: Metodologia e Strumenti per la Formazione On-line": è questo il titolo di un nuovo Master (Corso Universitario di Aggiornamento Professionale) di 40 ore organizzato dal Politecnico di Torino con l'accreditamento ed il finanziamento di INPS.

Le iscrizioni, gratuite e rivolte ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, sono aperte fino al 15/04/2014.

Le lezioni si svolgeranno parte in aula (6 incontri tra il 12/05/2014 ed il 29/09/2014) e parte on-line, attraverso una piattaforma di e-learning, con metodologia di "blended learning".

Per maggiori informazioni:

Contatti e informazioni:
Ufficio Master e formazione permanente del Politecnico di Torino
Tel: 011.090.7982
e-mail:  master.universitari@polito.it

lunedì 15 luglio 2013

Insalate incerte

Arriva il caldo, e sono sempre più appetibili pause pranzo a base di cibi freddi. Per il rapporto qualità/prezzo, sono particolarmente gettonate le insalate di riso e le insalate di pasta.

insalata-pasta-riso

Non fanno eccezione, ovviamente, i bar del Politecnico, che offrono entrambe le varianti (pasta, riso).

Ciò che molti studenti affamati, forse, non notano è l’inversione semantica di ‘pasta’ con ‘riso’: il piatto denominato “insalata di pasta” contiene il riso, e viceversa. Senza dubbio un modo originale di dare il nome ai piatti.

lunedì 10 giugno 2013

Leggere l’etichetta

analisi-todrink-alenia

Durante l’ultima lezione tenuta nella sede di Corso Francia (Alenia) del Politecnico, in bagno ho notato questa etichetta.

Certamente fa piacere constatare che l’acqua che scorre nei bagni sia potabile (lo spero, la prendono dall’acquedotto…) e naturale (perché, invece, l’acqua artificiale cos’è?).

Curioso che l’etichetta si premuri di specificare che l’acqua analizzata è quella di corso Duca degli Abruzzi, visto che siamo ad oltre 4km di distanza.

Ci vuole anche un po’ di allenamento per leggere i dati, visto che i “valori limite” sono talvolta limiti superiori e talvolta intervalli di valori. E che i numeri frazionari sono scritti talvolta con il punto (7.3) e talatra con la virgola (6,5). E che speriamo che il simbolo ‘\’ in μS\cm indichi la stessa cosa di μS/cm.

Ma a parte questi peccati veniali, sui quali potrete giustamente incolparmi di eccessiva pignoleria, possiamo tranquillizzarci e consolarci con il fatto che le analisi sono state svolte proprio dal Centro Ricerche Smat. Lo sappiamo che i risultati migliori si ottengono quando il controllore ed il controllato coincidono, vero?

lunedì 6 maggio 2013

Tutte le informazioni essenziali

Mi diverto sempre a fare le pulci ai volantini che compaiono nelle bacheche del Politecnico. Questa l’ho vista un paio di mesi fa a fianco del LabInf (ormai è stata rimossa, non credo valga più la pena di rispondere).

Volantino "Stage in ESA"

Colgo l’occasione per salutare Gabriele e per complimentarmi per il fatto di lavorare all’ESA (una di quelle istituzioni che ancora fanno sognare grandi imprese!).

Perché ha attirato la mia attenzione in mezzo a tanti altri fogli?

Innanzitutto perché non è minimamente detto quali competenze vengono ricercate: informatici (immagino, conoscendo la persona, ma non tutti lo conoscono), meccanici, aerospaziali, gestionali, o cuochi?

Bello è anche il riferimento all’urgenza della ricerca, quando il volantino non reca alcuna data. E’ urgente oggi o lo era 2 mesi fa? Mi ricorda un po’ i cartelli “oggi sposi” appesi agli incroci stradali, e lasciati lì a macerare alle intemperie per settimane e settimane.

Ed infine, dal punto di vista semantico, se “laureando” vuol dire “che si deve laureare”, cosa vorrà dire “quasi laureando”? Si cerca qualcuno che abbia già una tesi in corso (difficile da conciliare con il requisito di urgenza) oppure che voglia iniziare una tesi presso di loro?

In ogni caso, sono felice che continuino a comparire richieste di personale per lavori interessanti rivolti ai nostri ing. informatici.

lunedì 1 ottobre 2012

Finalmente fiero di contribuire

Passano i mesi, e l’Italia va sempre più a fondo. No, aspetta, si rialza. Anzi no, era solo un rimbalzo, affonda di nuovo. E così via, con l’affondo che è inversamente proporzionale al vituperato spread (ma poi qualcuno mi spiegherà come possano le condizioni oggettive di una nazione oscillare vistosamente più volte al giorno… non è che stiamo usando un indicatore non adeguato?).
E noi purtroppo ai margini del processo, a chiederci cosa possiamo fare per aiutarci a rialzarci. Le decisioni sono in mano d’altri, ed al cittadino non rimane che fare vigilanza stretta e marcatura a uomo sugli scontrini e le fatture relativi alle piccole spese di casa. Però abbiamo la sensazione che ciò non sia troppo utile, e ci scoraggiamo.
Ora finalmente ho l’opportunità (non troppo volontaria…) di contribuire, in prima persona, al risanamento dello stato.
moneta 2 Da oggi, infatti, ogni volta che mangerò pranzo, farò una donazione di ben € 4,33 al nostro bilancio statale. Il valore del buono pasto che, dal primo ottobre, è stato abolito per il personale docente (ed altre categorie). L’infinita saggezza della “spending review” (D.L. 6/6/2012 n.95 convertito in legge n. 135 del 07/08/2012) ha identificato finalmente il vero buco di bilancio: i buoni pasto di qualche euro.
E posso ripetere questo gesto di risanamento ogni giorno: ogni anno uso tra i 160 ed i 170 buoni pasto: quest’anno potrò quindi contribuire a risollevare l’Italia per circa € 700. Contributo assolutamente determinante.

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione. Avevo confuso la quota a carico del dipendente (€ 2,37) con quella a carico dell'amministrazione (€ 4,33), che è ovviamente quella che contribuisce alla spending review. Ovviamente ora sono molto più felice.

mercoledì 1 agosto 2012

Ultimo mese per aderire a Poli@Home

logopositivoAgosto è iniziato, ed è l’ultimo mese per l'iscrizione al Politecnico anche per gli studenti lavoratori e quanti vogliono frequentare in e-learning attraverso il servizio Poli@Home.

In base alle nuove regole sull’accesso a numero controllato al Politecnico di Torino, è tassativo iscriversi entro il 30/08 alle ore 12:00 per sostenere il test di ingresso nei primi giorni di settembre.

Fate circolare l'informazione tra i potenziali interessati a laurearsi in Ingegneria Informatica o Ingegneria Meccanica attraverso i servizi on-line del Politecnico di Torino.

Tutte le informazioni sul servizio Poli@Home sono disponibili sul sito http://athome.polito.it. Vi aspettiamo al Politecnico di Torino!

giovedì 7 giugno 2012

Valutazione: oltre la caccia al “bollino”

Parte della mia lezione di Informatica di lunedì scorso è stata “ceduta” ad un comitato di valutazione che deve raccogliere informazioni dagli studenti, come parte del percorso di certificazione Eur-Ace per i corsi di studio europei.

Non ne sapevo nulla, quindi mi sono informato.

EUR-ACE LogoEur-Ace, certificazione praticamente sconosciuta a Google, che invece la confonde con un progetto europeo Eurace che non c’entra nulla, significherebbe “European Accreditation of Enginering Quality” e sarebbe una etichetta di qualità assegnata dalla ENAEE (European Network for Accreditation of Engineering Education) a corsi di studio di laurea e laurea magistrale nelle varie branche dell’ingegneria.

Il processo di accreditamento si basa su una serie di indicatori descritti nel Framework Standards (PDF; vedere pagine 9-11) che valutano principalmente indicatori di contesto e di processo, quasi mai di merito. Viene quindi certificata la qualità del processo formativo, non tanto la qualità della formazione erogata (tranne l’indicatore 4.2, che indirettamente valuta la tipologia di occupazione lavorativa ottenuta ed il tempo necessario per ottenerla).

L’elenco dei corsi di studio accreditati è disponibile on-line e finora non contiene alcuna università italiana. Sono contento che il Poli si stia muovendo tra i primi. Peccato constatare che nel database on-line non ci siano i dettagli dei valori attribuiti ai singoli indicatori, potrebbe essere interessante confrontarli (sia per chi deve scegliere un corso di studio, sia per capire come siamo messi nei confronti degli altri: uniamoci al grido Raw Data Now!). E’ solamente un bollino on/off.

Io amo la valutazione. Davvero. Meglio se è (anche) di merito e non (solo) di processo. Meglio se tiene in conto sia la qualità che la quantità. Ma in ogni caso è sempre meglio che non valutare.

Ne sono convinto da sempre. Ricordo ancora con emozione i primi “questionari CPD” che gli studenti compilavano al termine del corso, nei miei primi anni di insegnamento. Critiche feroci (non si capisce, ci fai addormentare, leggi solo le slide, lezioni inutili, ecc…). Feroci ma corrette, puntuali, educate. Senza quelle critiche non avrei mai potuto cercare di migliorarmi (e spero un pochino di esserci riuscito). Ancora oggi, dopo 20 anni, il momento in cui leggo i questionari studenti è sempre un confronto importante, che rimette in discussione il lavoro svolto e fornisce spunti per migliorarlo.

Questo dal punto di vista personale.

Chissà se un giorno, oltre che al miglioramento personale, tutti questi indicatori di qualità, strumenti di valutazione, questionari di gradimento, statistiche di superamento esami, ecc ecc ecc potranno essere utilizzati anche per indirizzare le scelte economico-organizzative e le carriere dei docenti? In quel giorno farò festa. Festa grande.

venerdì 20 aprile 2012

Lauti pranzi in Alenia

Tutti sanno che il mercoledì pomeriggio, dalle 13:00 alle 17:30, qualche migliaio di studenti, ed una quindicina di docenti, transumano fino alla sede di c.so Marche del Politecnico (presso Alenia) per il pomeriggio dedicato ai “corsi a scelta” del primo anno comune di Ingegneria.

Tutti, tranne i gestori del bar interno alla sede.

Questa fotografia mostra il cibo rimasto a disposizione presso il bar alle ore 12:21 di mercoledì 4 aprile (l’ultima volta che sono passato di lì). Orario che generalmente è considerato ancora buono per il pranzo, anzi di solito il “picco” di presenze si verifica più tardi.

due panini due

Due panini due. Gusti a scelta: cotoletta o nulla. Uno dei due l’ho mangiato io, il secondo il ragazzo che era in coda dietro di me. Tutti gli altri sono rimasti a bocca asciutta.

Ringrazio per il servizio a nome di tutti gli studenti, la cui presenza ed esistenza permette a quel bar di esistere e prosperare. Ma non vale il viceversa.

domenica 4 marzo 2012

Troppo colto o troppo distratto?

Tratto da un volantino appeso all’ingresso del mio Dipartimento.

Ricerca laudeandi

A prima vista, mi è sembrato il solito svarione (ma lo spell checker sarà una tecnologia così avanzata?), visto che “laudeandi” non mi suonava troppo bene. Ma a ben ripensarci, forse sbaglio: linguisticamente, “laude-ando” potrebbe essere qualcuno che si laureerà “cum laude”. Ignoranza mia, non l’ho capito subito… cercano solo laureati con 110 e lode (e che non sappiano usare il correttore ortografico).

A parte l’errore di scrittura (o il neologismo iper-colto, decidete voi), potrebbe essere un’offerta decisamente interessante, visto che la retribuzione sembra essere commisurata alle vostre esigenze. Quindi basta presentarsi e dire “mi serve tot al mese”, per essere accontentati!

 

P.S. preciso che non conosco affatto questa azienda, né mi esprimo sulla qualità o interesse del lavoro offerto. Commento esclusivamente la qualità della comunicazione. D’altra parte, tutte le aziende di successo rimangono anonime, vi forniscono un indirizzo su gmail ed un numero di cellulare.

giovedì 23 febbraio 2012

Segnaletica ufficiale

Aula 16, cartello scritto a mano

Ingredienti: un pilastro libero, un foglio di carta strappato da un quaderno, nastro adesivo, pennarello rosso a punta fine ripassato più e più volte.

Forse non è proprio la segnaletica ufficiale, ma è l’unica che c’è. Si ringrazia il volenteroso anonimo che ha provveduto.

lunedì 31 ottobre 2011

Chi ben comincia…

Il “tirocinio formativo e di orientamento non curriculare” è una forma di esperienza lavorativa riservata ai neo-laureati, che possono svolgere un periodo di esperienza di 6 mesi al massimo, entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio (laurea o laurea magistrale). [DL 138 del 13/11/2011, art. 11] Tale forma di tirocinio non porta a crediti formativi e non è inserito in alcun modo nei percorsi di studi universitari. Chiamiamolo “facoltativo”, per capirci?

Come dire, se sono un’azienda-squalo, posso prenderti appena laureato “in prova” per 6 mesi, pagarti molto poco, e poi gettarti nel bidone dell’umido quando non mi servirai più. Oppure, se sono un’azienda seria, possiamo effettivamente collaborare per un breve periodo con una retribuzione degna (e fortemente detassata), per poi passare ad una regolare assunzione.

Personalmente, non ho mai capito quale debba essere il ruolo dell’università in tutto ciò, visto che i benefici sono tutti per l’azienda, ma l’ateneo sostiene dei costi di gestione ed avalla il “piano formativo” previsto per legge.

Ovviamente si trovano offerte di tutti i tipi, dalle più serie alle più originali. Ha attirato la mia attenzione questo annuncio, posto nei corridoi frequentati dagli studenti di Ingegneria del Cinema.

Ricerca giovani per tirocinio formativo extracurriculare

Credo che avranno serie difficoltà a trovare candidati con l’esperienza richiesta, visto che i software Final Fut e After Effetcs non sono così noti e diffusi come gli usatissimi Final Cut ed After Effects.

Oppure è il rileggere le bozze a non essere più così diffusa come pratica?

domenica 15 maggio 2011

Le fonti dell’ignoranza

Ho da poco letto il libro “Togliamo il disturbo” di Paola Mastrocola, che esordisce lamentando (e cercando di analizzarne le cause) il fatto che nei primi anni del liceo gli studenti non conoscano le elementari regole di ortografia e grammatica.

È un libro leggero (nella lettura) e profondo (nelle riflessioni), sul quale ho opinioni molto contrastanti: mi ritrovo moltissimo in alcuni passaggi, mentre sono totalmente in disaccordo con altri. Forse troverò prossimamente il tempo di scrivere a tale proposito, ma non è l’argomento di oggi.

Division by zero!Oggi ho invece capito uno dei motivi per cui all’università abbiamo così tanti problemi sulle materie di base (le nozioni base di algebra e logica sembrano quasi inesistenti), e forse per cui tanti studenti nel loro percorso di studi perdono la passione per le materie scientifiche.

Visionando un quaderno di quarta elementare, ho trovato delle correzioni della maestra di matematica che indicava che 6:0=0 e che 21:0=0. E dulcis in fundo, 0:0=0. Il tutto seminando dubbi nei bambini che (1) non capivano perché il risultato dovesse essere zero, poiché contraddiceva ciò che avevano imparato e (2) non capivano perché sul libro ci fosse invece (correttamente) scritto che l’operazione era impossibile o indeterminata.

Ogni studente che sviluppa l’amore e la passione per la matematica e per le materie scientifiche è un piccolo miracolo, visto ciò che riceve dal sistema scolastico. E perdonatemi l’apparente qualunquismo, ma in realtà è amarezza.

sabato 26 marzo 2011

The DOs and DON’Ts of Google Summer of Code

Ho trovato questo decalogo pubblicato da alcuni degli organizzatori della Google Summer of Code.

Devo dire che quasi tutti i suggerimenti si applicano a tutti i programmatori che sono alla loro prima esperienza “pubblica”. Succede spesso agli studenti, quando iniziano una tesi o uno stage, di avere delle capacità tecniche ma di non riuscire ad integrarsi nel gruppo di lavoro, perché si antepone il proprio punto di vista o il proprio modo di lavorare (il che potrebbe essere accettabile, se lavori da solo) rispetto alle necessità del lavoro in gruppo, dell’accordo sulle specifiche del prodotto, della manutenibilità del risultato.

Il decalogo sintetizza i comportamenti corretti e quelli scorretti, ma non analizza le cause. Ragionandoci, i comportamenti descritti spesso sono causati da una certa timidezza (paura di risultare inadeguati), che quindi si tramuta in omertà (reticenza a pubblicare o condividere il codice), procrastinazione (rimandare la consegna o ‘scomparire’ per lunghi periodi in attesa di avere qualcosa di ‘valido’ da mostrare) o aggressività (difendere a tutti i costi la propria soluzione, evitando il confronto ‘tecnico’). Di fatto, tende ad instaurarsi una rivalità con i propri relatori/tutori/mentori, dimenticando che tali figure hanno come primo interesse proprio la buona riuscita del lavoro, e quindi sono sempre dalla stessa parte!

Sicuramente una lettura consigliata agli aspiranti programmatori, da meditare.