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lunedì 14 gennaio 2019

The cat black

The cat black? Orrore! Lo sanno tutti che in inglese gli aggettivi vanno prima del nome: The black cat è la forma corretta. Sarà probabilmente una regola che vi hanno insegnato alla terza lezione di inglese.

Lo sanno tutti!

Lo sanno tutti?

Beh, probabilmente non i curatori di questa campagna di sconti, che hanno stampato probabilmente decine di migliaia di “shopping bag reusable and recyclable”.

Per fortuna che hanno precisato “Made in Italy”, manca forse il “and written in Ital-inglisc”. Sicuramente gli sconti li hanno fatti sui traduttori…

2019-01-09 09.09.27

venerdì 5 settembre 2014

Informatica paranormale

L’informatica è una disciplina molto particolare.

A cavallo tra la scienza e l’ingegneria, tra l’industriale e l’artistico, in realtà ha permesso all’umanità di costruire i sistemi più complessi esistenti al mondo. Non vi è alcun altro tipo di manufatto (grattacieli, centrali atomiche, stazioni spaziali, scegliete voi) che raggiunga la complessità di un sistema informatico.

Ed una scienza tanto avanzata, ovviamente rischia di essere confusa con la magia (parafrasando la citazione del grande A.C. Clarke).

Questo deve avere pensato l’algoritmo di “ad targeting” che ha scelto i link pubblicitari da inserire in una pagina che stavo visitando: tra i “Tech Jobs” proposti, il primo in assoluto è relativo al ruolo di “Cartomante esperta”.

2014-08-21 Tech Jobs Cartomante Esperta

giovedì 19 settembre 2013

Tripla negazione

Il marketing, si sa, trascende.

Il linguaggio del marketing, in particolare, trascende ogni regola logica, grammaticale, matematica o fisica.

mondovicino-poster

Questo non è altro che uno dei tanti manifesti (rigorosamente in formato 200x150, e rigorosamente replicati in decine di copie) con cui vi potete imbattere in uno dei vari outlet, in questo caso quello monregalese.

Il contenuto semantico è, come sempre, quasi nullo e del tutto prevedibile: sconti, offerte, opportunità, vantaggi, e permutazioni più o meno casuali di queste parole abusate ed autoreferenziali sono ciò che ci possiamo aspettare in ogni outlet d’Italia.

Ma il diavolo, anche questa volta, abita nei dettagli, e si manifesta non appena cerchiamo di analizzare il significato della dichiarazione (presumibilmente) più interessante: l’entità dello sconto.

mondovicino-dettaglio

Innanzitutto la definizione di “sconto” è una riduzione del prezzo. Pertanto uno sconto del 10% comporterà una riduzione del costo di un bene. Ma uno sconto negativo? Se la matematica non ci abbandona, uno sconto negativo corrisponde ad un incremento del prezzo. Addirittura, uno sconto del –50% significa gonfiare di una volta e mezza il valore.

Non paghi di questa assurdità, gli autori hanno deciso di usare (o meglio, abusare) la classica locuzione “a partire da”, che in gergo markettaro significa “non ve lo sognate neppure, tanto è difficile il verificarsi della congiunzione astrale che vi permetterebbe anche solo di avvicinarvi a tale valore”.

In senso matematico “a partire da” di traduce come “maggiore o uguale a”. Ma qui dobbiamo intenderlo in senso algebrico (sconto >= –50%) oppure in valore assoluto (|sconto| >= |–50%|)? Nel primo caso avremmo forse qualche possibilità che lo sconto diventi effettivamente positivo (e quindi riduciamo i prezzi). Ma il secondo caso è probabilmente quello che appare più intuitivo, e quindi potremo dilettarci con sconti negativi (cioè aumenti) del –70% o addirittura, regaliamo tutto, del –100% od oltre.

La confusione è data dalla combinazione di tre negazioni: il concetto di sconto, già intrinsecamente negativo; il segno meno di fronte al valore numerico; il concetto di “a partire” che non ha un verso predefinito, e quello algebricamente valido non sempre coincide con quello intuitivamente percepito.

Anzi no, la confusione è data dall’ignoranza degli autori.

mercoledì 7 agosto 2013

Non troppo sensitivo

Il bello di utilizzare un ampio parcheggio pubblico in prossimità delle ferrovie è che vi si sbizzarriscono i più diversi e multiformi volantinatori. Sì, quelli che appicciano al vostro parabrezza un piccolo foglietto colorato, pubblicizzando servizi di scarsa utilità.

Non ho fatto statistiche, ma a naso direi che i volantini più frequenti sono quelli relativi alle agenzie di prestiti (altrimenti detti strozzini), poi seguono le nuove aperture di locali (outlet e palestre in primis). Per la prima volta ho invece trovato qualcosa di originale (qui riprodotto in fronte e retro).

giuseppe-sensitivo

Ovviamente “originale” non vuol dire “interessante”, infatti il mio interesse per la categoria dei (sedicenti) sensitivi è puramente antropologico (non tanto per loro, quando per i clienti).

Ed il nostro caro Giuseppe è talmente poco interessante che, nel proprio volantino non è neppure stato in grado di scrivere qualcosa di diverso nel retro rispetto al fronte. Ha talmente poco da dire che lo dice due volte. Ed ovviamente è superiore a qualsiasi forma di grammatica o punteggiatura.

Merita ovviamente una menzione speciale la scritta in piccolo, di traverso, sul fronte del volantino: “Non gettare a terra, rispetta l’ambiente” (punteggiatura mia). Ovviamente il 20% dei volantini cadono a terra per via del vento, il 50% vengono gettati con stizza da chi li ritrova, il 29% vengono affettuosamente raccolti e depositati nel più vicino cassonetto, mentre l’1% viene scannerizzato ed utilizzato in qualche blog. Se fosse realmente sensitivo, lo saprebbe.

Chioserei, piuttosto, “Non distribuire questa schifezza, rispetta le persone”.

lunedì 13 maggio 2013

Evasori senza ritegno

Molto si parla di paradisi fiscali, fuga di capitali, ed altri mezzi e mezzucci utilizzati dagli evasori di professione per scaricare il costo dei loro illeciti guadagni sul resto della società.

Ovviamente il tutto è possibile grazie ad una rete di agenzie, banche, società di servizi, di intermediazione, e di inscatolamento cinese che permette di gestire e trasportare i capitali in modo non tracciabile.

Tutto questo si sapeva. E, chi voleva, sapeva dove e come trovarlo.

Mi sono però un tantino irritato nel vederlo addirittura pubblicizzato. Giorni fa su LilnedIn mi sono imbattuto su questo banner:

Where to run from Cyprus? Click here for free consultation on offshore bank accounts and companies.

Si tratterebbe di una società che pubblicizza il servizio di apertura di conti offshore ed aziende offshore. Per scopi assolutamente legali e cristallini, ovviamente!

L’unica mia speranza di vendetta è che non si tratti di una vera società di consulenza, ma di una truffa “alla nigeriana” in cui ti rubano i dati ed i soldi e poi spariscono. Sarebbe un piccolo acconto del contrappasso dovuto.

giovedì 7 febbraio 2013

Quanto si impegnano per perdere clienti

All’inizio era una buona offerta, decisamente buona. Una carta di credito gratuita (con un massimale anche generoso), collegata ai punti-fedeltà del gestore telefonico. Usi la carta di credito normalmente (spesa, viaggi, acquisti on-line) ed ogni tot€ di spesa guadagni un punto. E Alla fine dell’anno ti accorgi di avere abbastanza punti da poter cambiare il telefono o approfittare di una promozione.

Per diversi anni sono rimasto soddisfatto della scelta e tutti ci guadagnavano (chi le commissioni, chi la fedeltà cliente).

Poi hanno iniziato a muoversi gli ingranaggi del marketing, quelli dell’ingordigia e quelli delle scelte strategiche.

Una mossa chiave è stata la trasformazione del programma di raccolta punti telefonico da “One” a “You”. Ma non è stato un cambiamento di nome, bensì la chiusura di un programma e l’attivazione di uno nuovo. Perché? ma per cambiare le regole, ovviamente.

Infatti, nel “nuovo” programma You, la carta di credito non matura più dei punti in proporzione alla spesa, ma solo pochi punti una tantum all’attivazione. Passi bruscamente da 1000 punti all’anno a 50. Ottima mossa, sicuramente pensata per tenersi stretti i clienti.

In parallelo, il gestore della carta è cambiato 2-3 volte, passando di banca in banca, per via di catene di acquisizioni e cessioni di branche aziendali, certamente decise a tavolino da qualche favoloso manager. Il diavolo però sta nei dettagli: ad ogni variazione, i sistemi informativi del “vecchio” fornitore e quelli del “nuovo” devono essere integrati, o allineati, o riuniti. Ovviamente il nostro favoloso manager sottostimerà la complessità ed il costo dell’operazione, ed il risultato saranno integrazioni farraginose, incomplete e piene di errori.

A valle dell’ultimo passaggio di mano, mi sono successi per ben 3 mensilità consecutive degli errori nel calcolo o nell’addebito sul conto corrente, che hanno portato anche all’addebito di interessi non dovuti. Tutti problemi risolti con un paio d’ore spese (perse) al telefono con il servizio clienti, il quale ha risistemato le cose (restituendo il maltolto, questo sì), ed incolpandoil sistema” che aveva sbagliato i calcoli.

Ovviamente, un altro ottimo modo per tenersi stretti i clienti è affidare i loro dati (ed i loro soldi, e la sicurezza degli stessi) ad un “sistema” pieno di errori.

C’è una sola possibile conclusione per questa storia.

Carta di credito tagliata

mercoledì 14 novembre 2012

Wi-Fi free, anzi no, anzi sì

Ormai dovrebbe essere scontato, visto che sono stati eliminati anche gli ostacoli legislativi. Le reti Wi-Fi libere (e gratuite) dovrebbero essere ovunque, certamente negli hotel.

Ed infatti il Wi-Fi gratuito era pubblicizzato ovunque, anche in ascensore, con grandi pannelli 70x100cm.

Wifree - wi-fi gratis in tutte le nostre camere

Può essere discutibile la denominazione “Wi free”, ma si sa, per ogni cosa occorre creare un nuovo marchio, per avere l’illusione di appropriarsene. Ma il messaggio è chiaro.

Ed infatti, appena in camera, una bella rete Wi-Fi (nella fattispece, swisscom, ma non fa differenza) fa bella mostra di sé. La sorpresa arriva subito dopo la connessione: l’odiatissima quanto onnipresente pagina di login, che ti permette di scegliere tra diverse convenientissime (!!) offerte.

tariffe wifi assurde 1

tariffe wifi assurde 2

Si passa da un favoloso 6 euro/ora, fino ad un allettante 10 euro/24 ore. La differenza tra Economy e Business sembra essere la quantità di banda disponibile in ingresso e in uscita (banda garantita? non credo, forse banda massima). Ma veramente qualcuno sarebbe disposto a farsi truffare pagando queste tariffe completamente fuori mercato? Con 18 euro ti compri quasi una SIM 3G, compreso il traffico Internet per un mese…

Ma la vera domanda è: come si conciliano le due informazioni totalmente contrastanti? All’italiana, ovviamente. Vai alla reception, chiedi spiegazioni, e ti danno un fogliettino di carta con stampati i codici di accesso per le prossime 24 ore. Probabilmente nella fascia Economy, visto che la banda era talmente limitata da non riuscire neppure a vedere un video di youtube.

Altro che attenzione per il cliente… Non impareremo mai…

lunedì 12 novembre 2012

Premi (matematicamente) inarrivabili

Che Vodafone non fosse affatto generosa con i (cosiddetti) premi legati alla raccolta punti Vodafone YOU già si sapeva.

Ora spunta una nuova tipologia di promozione: quella che parte nel futuro, e termina nel futuro anteriore. Periodo di validità: –70 giorni. Guardare (le date) per credere!

VodafoneDateAssurde

L’unica speranza, se continuano a pubblicare delle schifezze del genere, è che prima o poi pubblicheranno un prodotto con il prezzo negativo. Allora, forse, mi potrà interessare…

martedì 23 ottobre 2012

Pubblicità appiccicosa

Amo sempre molto coloro che decidono di poter disporre del mio tempo per raggiungere i propri scopi. Se poi si tratta di tecniche di marketing di basso livello, sono ancora più felice!

Una delle tecniche pubblicitarie più antipatiche, anche per le conseguenze sull’ambiente ed il decoro urbano, è quella del volantinaggio nei parcheggi. Talmente antipatica che in diversi comuni italiani vi sono ordinanze che la vietano.

Sarà un’esperienza comune a molti pendolari: sceso dal treno, vai a recuperare la macchina, e trovi sotto il parabrezza un volantino pubblicitario. Molti, purtroppo, li rimuovono e li gettano a terra (atto di inciviltà istigato).

L’ultimo che ho trovato era particolarmente antipatico: il volantino, parzialmente plastificato, e soggetto all’azione della pioggia, ha pensato bene di sfaldarsi ed appiccicarsi al vetro.

Vi assicuro che mentre spenderò mezz’ora a raschiare e pulire, penserò con continuità ed intensità al prodotto pubblicizzato, e non potrò fare a meno di acquistarlo in gran quantità.

Volantino appicciato al parabrezza

giovedì 8 dicembre 2011

Sottili contraddizioni, purché si venda

Qualche tempo fa ero rimasto scioccato dalla vendita di sale da cucina esotico a prezzi esorbitanti. Come tutte le tendenze illogiche ed assurde (ma con la dovuta spinta commerciale), anziché esaurirsi la tendenza si è espansa.

È importante anche spiegare ai consumatori perché si dovrebbe comprare del sale comune che ha attraversato il globo per arrivare sulla tavola. Dove il verbo “spiegare” è usato in accezione di marketing, ossia: “fornire una serie di frasi, non necessariamente coerenti, non necessariamente pertinenti, ma non smentibili facilmente ed invece ripetibili a piacere, anche parzialmente”. Così ciascuno ricorderà la parte che più lo avrà impressionato, e potrà diffondere il meme tra i conoscenti.

Interessante soprattutto dissezionare il testo dell’annuncio. Quanti errori logico-scientifici riuscite a trovare?

Foto0092

Io ho trovato i seguenti:

  • cosa significa la completezza della forma di un cristallo? e che impatto ha un cristallo perfettamente cubico sul suo sapore e sulle sue proprietà nutrizionali?
  • il fatto che il sale sia particolarmente prezioso è un’affermazione sul suo costo, non sulle sue qualità
  • ma se viene lavato ed asciugato (a mano ed al sole, certo), allora i cristalli si dovrebbero sciogliere e ri-formare, no? maledizione, ho perso la completezza della forma
  • cercate sul dizionario il significato di bioenergetica: trattasi di un metodo psicanalitico che combina terapia corporea e psicoterapia verbale. Mi sembra difficile trovare il nesso con le qualità di un sale
  • è invece innegabile l’evidente importanza del mare primordiale da cui abbiamo avuto origine…. ma di cosa stiamo parlando? E quale mare sarebbe?
  • Non mi risulta che l’Himalaya sorga su un mare prosciugato. Piuttosto, sono terre emerse per motivi tettonici, che inizialmente erano subacquee.
  • La mia preferita: puro con i suoi 84 elementi naturali. Uno strano concetto di purezza, se comprende ben 84 composti diversi. Non deve essere facile decidere quali composti estranei contribuiscono alla purezza, e quali invece sarebbero da evitare in quando inquinanti…
  • A questo punto, rimuovere le scorie che accumuliamo assumendo sali industriali diventa chiarissimo: i sali industriali non contengono quegli 84 composti privilegiati, ma ne contengono altri che quindi sono classificati come scorie.

Posso essere d’accordo che molti prodotti industriali siano qualitativamente infimi, ma se l’alternativa “naturale” deve essere questa, meglio starne lontani.

lunedì 5 dicembre 2011

Animali domestici inconsueti

Non entrano in casa, non disturbano di giorno, eliminano zanzare ed altri insetti, non abbaiano né miagolano né emettono versi nello spettro udibile.

Non ci avevo mai pensato, ma sembra proprio che i pipistrelli siano animali domestici ancora più semplici da gestire dei pesci rossi…

Foto0093

Peccato che l’opuscolo divulgativo “un pipistrello per amico” non sia consultabile senza acquistare la casetta.

venerdì 2 settembre 2011

Esiste ancora!

After EightAl solo pronunciare il nome suscitano un misto di acquolina e di nostalgia. Soprattutto perché saranno 20 anni che non ne incontravo più uno (in Italia pare siano distribuiti da Nestlé –purtroppo–, ma non particolarmente pubblicizzati né presenti in molti punti vendita).
Qualcuno avrà forse riconosciuto il logo riportato nella figura: si tratta dei mitici e storici After Eight, la cui ricetta quasi-invariata risale agli anni ’60, e che ho piacevolmente riscoperto in un recente viaggio in UK.
Ricordarsi di cercarne una confezione, alla prossima spesa! Buona acquolina a tutti…

mercoledì 31 agosto 2011

Proibizionismo Wi-Fi

Certo che l’Italia non è famosa per essere la patria del Wi-Fi libero e gratuito ovunque (nelle biblioteche, librerie, bar, coffee shop, …) come altre nazioni più civilizzate.

Però l’accesso ad Internet offerto dal campeggio toscano nel quale ho passato una settimana di vacanza mi ha veramente terrorizzato. Tariffe allucinanti. Condizioni capestro. Obbligo di essere maggiorenni. Ma sto affittando un accesso Internet oppure un superalcolico? o un mitragliatore da guerra?

L’unica cosa che mi consola è che gli stranieri (ed il campeggio ne era pieno) avranno qualche storiella denigrante in più su noi italiani, quando torneranno in patria.

Wi Fi Codes Tariff (1 hour, 3 euro; 5 hours, 10 euro; 10 hours, 15 euro; 20 hours, 20 euro). To buy the code you must be 18!! And you have to show us an ID!!

giovedì 14 luglio 2011

Confronti tra liquidi

Onestamente, fatico a spiegarmi come mai tutti (a partire dai mezzi di informazione) si scaglino contro il prezzo della benzina arrivato a 1,60 €/l, mentre non vi sia un’analoga onda di sdegno per le bottiglie di acqua da mezzo litro vendute a 1,00 €, 1,50 € o talvolta anche 2,00 € (con prezzi al litro quindi pari a 2,00 €/l, 3,00 €/l o 4,00 €/l), tenendo conto anche che sull’acqua non vi sono le forti tasse e accise che invece gravano sugli idrocarburi.

Sono prezzi normalmente visti nei bar, ad anche nei distributori automatici in stazioni ed aeroporti. E non mi si dica che il costo di produzione e distribuzione, o il servizio offerto, siano superiori… Direi invece che nella catena del valore deve esserci qualche anello d’oro massiccio, se non di platino… Vogliamo smettere di foraggiarlo?

martedì 5 luglio 2011

Sglobalizzazione

…ossia Globalizzazione al contrario.

Solitamente pensando alla globalizzazione si pensa a prodotti prodotti dalla parte opposta del pianeta, con manodopera sottopagata, e che arrivano sui nostri mercati a fare concorrenza ai prodotti locali per via del prezzo competitivo.

Sale grosso proveniente dalla Bretagna o dall'HimalayaMa esiste anche il contrario, come ho tristemente scoperto. Trattasi di prodotti provenienti sì dall’altro lato del pianeta, ma offerti a prezzi esorbitanti (e secondo il dogma consumistico, totalmente inutili).

In un normale supermercato ho trovato delle confezioni di sale grosso provenienti da diverse parti del mondo, ad esempio dall’Himalaya.

A parte il fatto che il sale è semplice cloruro di sodio (NaCl, magari addizionato di iodio, come è richiesto dalle nostre parti) e non vedo la necessità di farlo viaggiare per 20.000 km. A parte il fatto che “sapore autentico” (sull’etichetta) non vuol dire nulla (perché, l’Himalaya ha un sapore?).

Ma ciò che più sconvolge è l’etichetta con il prezzo:

Prezzo: € 5,29. Prezzo al Kg: € 76,67

Non fermiamoci a guardare il prezzo totale di oltre 5 euro, ma aguzziamo la vista per leggere il prezzo al kilogrammo: questo sale (in confezione da 69 grammi… per la precisione!) costa 76,67 euro al kg. Settantasei euro al chilo.

Ma siamo pazzi? (la risposta viene da sé…)

martedì 7 giugno 2011

Come in via Roma

Macchine distributrici sul marciapiede di stazioneEd in effetti la stazione di Chivasso (come la maggior parte delle stazioni in Italia) è posta al termine di una via Roma.

Sarà per questo che i prezzi applicati dalle macchine distributrici di bevande da poco poste ad ingombrare i marciapiedi di stazione sarebbero più adeguati ad un bar di via Roma (quella dei negozi del centro di Torino) che non ad un binario di stazione provinciale.

Infatti ecco alcuni dei prezzi:

  • acqua naturale, 1/2 litro: € 1,00 (al Politecnico costa € 0,30 – rincaro del 233% rispetto ad un prodotto identico, venduto in un luogo con passaggio di persone di entità confrontabile)
  • caffé € 0,60 (al Politecnico € 0,30 – rincaro del 100%)
  • cappuccino € 0,80 (al Politecnico € 0,30 – rincaro del 166%).

Ma vuoi mettere l’ambiente esclusivo e raffinato offerto dai sudici binari?

Bottigliette d'acqua in vendita a € 1,00

Prezzi delle bevande: caffé € 0,60, altre bevande € 0,80

giovedì 26 maggio 2011

Qualcuno ci salvi dal marketing in stazione!

Sono nella stazione FS (pardon, RFI) di Chivasso, per il solito cambio treno in coincidenza. Coincidenza che ovviamente è saltata, per un ritardo di oltre 15 minuti accumulato dal locale proveniente da Ivrea. Ma non è questa la notizia.

Ho appena scoperto che la stazione è stata dotata di due novità, di cui avrei fatto volentieri a meno:

  1. distributori automatici di bevande e panini, tutti rigorosamente con prezzi gonfiati, posti sui marciapiedi dei binari
  2. diffusione audio, a volume sparato e fastidioso, dell’inutile “radio FS”, che crea un sottofondo di indottrinamento veramente odioso sulla bontà e beltà delle offerte FS.

In compenso, le macchine obliteratrici continuano ad essere assenti dai binari, i pannelli informativi sono fuori uso (Visualizzano: Avaria sistema), i passeggeri (pardon, clienti) devono continuare a fare gimkane per accedere al binario 6, …

Certamente il marketing costa meno e rende di più rispetto alla qualità dei servizi. O no?

giovedì 12 maggio 2011

Quantilità o qualintità? (parte 3)

Eccoci alla parte finale del ragionamento, che prosegue dall’ultima puntata.
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Principali spostamenti: a parità di quantità, qualità o costo
Partendo dal grafico precedente, che cosa fanno i nostri manager illuminati? Se siamo fortunati cercano di muoversi a costo zero (=C), o meglio ancora verso la riduzione dei costi (un po’ in discesa), cercando contemporaneamente di aumentare il più possibile la quantità.
Il tutto erodendo, poco a poco, poco a poco, poco a poco il livello di qualità del servizio.
Infatti si osserva in giro la tendenza a ridurre i costi: per spostarsi da una curva di livello ad un altra, è più breve il “passo” in verticale verso il basso (lieve calo di qualità a parità di quantità) piuttosto che un passo in orizzontale verso sinistra (significativo calo di quantità a parità di qualità). E questo giustifica le tendenze attuali: la qualità del servizio viene via via ridotta (poco per volta, in modo non traumatico), i costi vengono via via ridotti o al più mantenuti, la quantità rimane costante o più spesso tende ad aumentare.
Decisione razionale e ponderata, è il meglio che possiamo fare per fare crescere la nostra attività, vero?
Purtroppo manca una variabile in questa analisi: l’utente, il cliente, il destinatario…! Al quale non interessa affatto la quantità (in fondo, lui è uno solo…), ma solamente la qualità (che una volta chiamavano anche “soddisfazione del cliente”, locuzione attualmente svuotata di significato dalle pratiche commerciali ).
I risultati sono sotto gli occhi di tutti:
  • lezioni scolastiche o universitarie contabilizzate ad ore, senza mai verificarne la qualità;
  • valanghe di pubblicazioni scientifiche su riviste di scarso valore;
  • aumento della densità di persone sui mezzi pubblici riducendone via via il comfort e la sicurezza;
  • esplosione spropositata di telefonate commerciali per vendere servizi che non interessano a nessuno perché economicamente poco interessanti;
  • l’aumento dei megapixel nelle macchine fotografiche che continuano ad avere ottiche e sensori da quattro soldi;
  • numero di volte che si controlla la mail, facebook, gli RSS, senza trovare nulla di veramente interessante;
  • … chissà quanti altri esempi ciascuno di noi riesce a riscontrare nella propria esperienza ed a ricondurre a questo semplice principio:
[Nota tecnica: si ringrazia l’ottimo Wolfram Alpha per i grafici.]

mercoledì 11 maggio 2011

Quantilità o qualintità? (parte 2)

 

Nel post precedente abbiamo analizzato le curve del costo in funzione della qualità ed in funzione della quantità, e ci siamo fermati chiedendoci che cosa farà un essere razionale che vuole eseguire l’attività A, e vuole ottimizzare i costi.

Basta guardare il grafico combinato dei due fattori precedenti, dove si vedono le combinazioni (q, Q) a parità di costo (ciascuna linea di livello, rappresentata da un colore, identifica un certo valore del costo).

quantita-qualita

Linee di livello a parità di costo
per diverse combinazioni di quantità q e qualità Q

Ovviamente, per servizi già avviati, ci interessa la parte in alto a destra del grafico (quantità già significativa, qualità tendenzialmente alta), che riporto qui sotto.

quantita-qualita-top

Zoom del grafico precedente,
nella zona ad alta quantità (q>60) ed alta qualità (Q>70%)

Quali sono i principali spostamenti su questa mappa qualità/quantità/costi?

  1. Spostamenti a parità di costo (indicati con la freccia =C, che corre parallela alle curve di livello).
    In questo caso ci spostiamo su una curva di livello (quasi orizzontale…): a parità di costi (ossia a “costo zero”) posso aumentare anche di molto la quantità, con delle “piccole” riduzioni di qualità. Sembra quindi sensato fare evolvere un servizio nella direzione della maggiore quantità q, sacrificando un pochino la qualità Q.
  2. Spostamenti a parità di qualità (indicati con la freccia +q, che punta a destra in orizzontale, aumentando la quantità senza variare la qualità).
    Questo caso è quasi identico al precedente (infatti le frecce =C e +q sono quasi parallele). Confermiamo che un aumento della quantità ha un costo molto limitato (anche se ora non è nullo in quanto stiamo cercando di mantenere lo stesso livello di qualità).
  3. Spostamenti a parità di quantità (indicati con la freccia +Q, che sale in verticale, aumentando la qualità senza variare la quantità).
    Questo caso è radicalmente diverso: anche piccoli incrementi di qualità comportano immediatamente forti incrementi di costi (si devono scavalcare diverse curve di livello).

delta annotations

Principali spostamenti: a parità di quantità, qualità o costo

Analizzando questi spostamenti scopriremo facilmente che cosa faranno i nostri moderni manager illuminati. A domani per l’ultima puntata!

martedì 10 maggio 2011

Quantilità o qualintità? (parte 1)

[Nota: post lungo, diviso in 3 parti che saranno pubblicate in 3 giorni successivi]

Ci sono quei periodi, quelle convergenze astrali, quelle coincidenze sociali. Periodi in cui incontri diverse persone, per diversi motivi, e la discussione ricade sempre sugli stessi concetti. Applicati in campi diversi, ma pur sempre gli stessi concetti di base. Ed allora scopri che non sei il solo a pensarla così, il che da un lato ti rincuora, e dall’altro ti fa intabaccare ancora di più…

In questo periodo, l’argomento ricorrente (sebbene possa comparire in accezioni diverse e con terminologie diverse) che mi sta perseguitando è la relazione tra quantità e qualità, in particolare applicato all’organizzazione del lavoro e dei servizi.

Ed in molti casi si assiste ad una sempre maggiore attenzione ed interesse per la quantità, a scapito della qualità. Già, perché i due attributi sono per propria natura antagonisti.

Proviamo a formalizzare il problema. Supponiamo di volere realizzare un’attività A, con un determinato livello di qualità Q (maiuscolo) ed erogato in quantità pari a q (minuscolo). L’attività A avrà un costo C che dipende (tra gli altri fattori) da Q e q: C(Q, q). Come varia C al variare di Q? e di q?

La qualità è un fattore irraggiungibile: assumendo che esista un livello assoluto di qualità Q=100%, più mi voglio avvicinare al massimo e più dovrò investire. Il primo 70-80% costa poco. Ma passare da Q=80% a Q=90% costa molto di più che passare dal 70% all’80%. E passare al 95% è ancora più costoso. Il costo ha un comportamento asintoticamente crescente all’avvicinarsi al 100%. E’ il ben noto principio paretiano dell’80/20, noto anche come law of diminishing returns.

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Andamento del costo in funzione della qualità

La quantità si comporta in modo decisamente opposto. Passare da q=0 (non fare l’attività A) a q=1 (farla una volta, o per un utente) ha una differenza di costo notevole. Passare da q=1 a q=2 costa meno che raddoppiare. Passare a q=3 costa ancora meno. Su numeri maggiori (da q=100 a q=110) i costi addizionali sono praticamente nulli. Si tratta del fenomeno noto come economia di scala.

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Andamento del costo in funzione della quantità

Ed allora l’essere razionale che vuole eseguire l’attività A, e vuole ottimizzare i costi, che cosa farà? Lo scopriremo nel prossimo post, analizzando il grafico combinato dei due fattori precedenti.

A domani!