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mercoledì 9 gennaio 2019

Tasto “Ricarica”

La vita del pendolare GTT è ormai appesa alle mitiche macchinette bippatrici di colore blu, con le quali convalidare in modalità contactless il proprio biglietto o abbonamento.
Alcune di queste, posizionate nelle stazioni, possono anche attivare un nuovo abbonamento acquistato on-line o attraverso altri canali (ad esempio, convenzioni aziendali), ricaricando la relativa tessera.
La procedura per ricaricare è autoesplicativa e documentata a caratteri belli grandi sulla macchinetta stessa e, se non bastasse, anche a fianco della stessa.
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Ci sarebbe da chiedersi: perché hanno dovuto scrivere due volte le istruzioni per la ricarica? in fondo è semplicissimo: basta premere il tasto “Ricarica”.
Solo che… il tasto “Ricarica” non esiste, bisogna invece selezionare “Attiva titolo”. Ovvio, no?

venerdì 11 aprile 2014

Appena nati sono puliti

Tra gli innumerevoli documentari sulla natura, sono interessanti anche quelli sulla natura delle “cose”. Ad esempio, che aspetto ha un binario ferroviario appena nato?

Conosciamo tutti l’aspetto del binario ferroviario “adulto”, che è circondato da ciottoli di colore nerastro, abitato da topolini (speriamo) di piccola taglia, e decorato da rifiuti (organici e non) lasciati in obolo dagli educati viaggiatori, con punti di accumulo presso le fermate in stazione.

Ma se per il coccodrillo ormai sappiamo cosa fa quand’è tranquillo, per il binario ferroviario cosa sappiamo delle sue fasi iniziali di vita? Non ho fatto un vero documentario, ma una immagine rubata nel sonno, senza farsi accorgere, può rivelarci qualche indizio.

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Innanzitutto i ciottoli sono bianchi. Non vi è accumulo di materiale, e pure le colonie di topolini non si sono ancora insediate. Questo era l’aspetto del Binario 2 di Torino Porta Susa il giorno della sua inaugurazione.

Conserviamo la fotografia in un album, quando sarà grande e lercio gliela faremo vedere.

giovedì 2 febbraio 2012

Ferrovia MI * TO

Solitamente la grafia standard è MI-TO, e sta ad indicare il forte legame tra Milano e Torino.

Oggi, invece, lo si deve scrivere come MI * TO, con l’asterisco che rappresenta un fiocco di neve ed indica la completa separazione ed isolamento delle stesse.

Infatti, sin da questa mattina, il numero di treni soppressi nella tratta Torino-Milano (e viceversa) è stato esagerato, e quelli circolanti avevano ritardi che variavano tra i 150 minuti (quello che ho preso stamattina) all’”imprecisato” (termine tecnico che significa che non ho idea se, come e quando arriverò a casa stasera). Vale per i regionali, ma anche per le Freccerosse.

Le motivazioni, ovviamente, sono a vostra scelta “neve”, “maltempo”, “guasto tecnico”, … E questa sera tutti i TG a raccontarci che non si è mai vista tanta neve dal 1985. E molti di noi si convinceranno che è normale che 30 cm di neve paralizzino il Nord Italia.

In gergo internettiano, si chiamerebbe #epic #fail. Le altre parole che mi vengono in mente, invece, non le posso scrivere.

lunedì 12 settembre 2011

La Metro a Porta Susa

Molto è stato scritto sull’apertura della stazione della metropolitana torinese a Porta Susa, dagli articoli ufficiali incensatori, alle contestazioni in merito alle autorità presenti.

In effetti l’architettura della nuova stazione è decisamente piacevole (superando il disagio dovuto al fatto di vederla praticamente vuota), e sa molto di uno di quegli esperimenti sulle biosfere indipendenti, con la sua cupola a vetri. Cupola che, immagino, sarà un delirio dal punto di vista energetico: effetto serra d’estate, con conseguente effetto di moltiplicazione dell’afa, e parete frigo d’inverno, in cui se va bene si riesce a pareggiare la temperatura esterna. O spenderanno ingenti quantità di energia per raffrescare e riscaldare, oppure è l’ennesima occasione persa nella costruzione di edifici energeticamente efficienti… e pensare che costruendo ex-novo non sarebbe così difficile.

Ma intendo parlare di un aspetto che mi tormenta maggiormente: la comunicazione. Tutti ormai sanno che la segnaletica interna era carente e fuorviante, tanto da causare smarrimento dei viaggiatori occasionali (testimoniabile quotidianamente), diverse lamentele su Specchio dei Tempi, nonché addirittura sopralluoghi dell’assessore Bonino.

Con l’apertura del collegamento Stazione FS – Stazione Metro, ovviamente, la cartellonistica interna è stata modificata. Devo dire che, rispetto alla versione precedente, la segnaletica attuale è decisamente più chiara, e vi è un maggiore numero di cartelli.

Cartello Metro a sinistraCartello Stazione a destra

Cartello Stazione avantiCartello Stazione torna indietro

Finalmente risulta chiaro che per andare verso la Metro devi uscire dal sovrappassaggio A, mentre per tutto il resto dal D. Sono anche scomparse le frasi in burocratese. Addirittura le lettere A e D sono blu su sfondo bianco rotondo, che magicamente coincide con la stessa simbologia utilizzata nei sovrappassaggi stessi. Quale miracolo di coerenza….!

L’unico aspetto incerto sono i rettangoli di colore arancione che fanno da sfondo al cartello. A prima vista sembra uno cerca di correlarli con le scritte soprastanti, ma non ha senso. Allora si convince che hanno il semplice ruolo di sfondo (o wallpaper). Solo che non si capisce che cosa siano. Solo chi ha un forte allenamento può riconoscere (forse… non lo so…) la schematizzazione della struttura (in profilo, credo) della nuova stazione. Mah, è talmente poco chiaro, poco informativo, e tutto sommato inutile, che potevano francamente evitarlo. Ed avrebbero anche evitato l’impressione di avere ri-utilizzato dei cartelli esistenti, cancellando malamente un disegno precedente…

mercoledì 20 luglio 2011

Lama d’Acqua e Alabarda Spaziale

Nelle ultime settimane, nella nuova stazione di Torino Porta Susa, sempre ricca di imprevisti e novità (perché non l’avevano pensata bene fin dall’inizio), sono comparsi degli strani cartelli:

Lama d'acqua - Attraversare in caso d'incendio

Non saprei dire se sia più esilarante o più inquietante. Però non ho potuto fare a meno di vedermi Goldrake che, in caso di incendio, entra in stazione volando ed attivando la sua nuova arma, la lama d’acqua.

A parte gli scherzi, la lama d’acqua (o water curtain) è un getto ottenuto con particolari ugelli, che tendono a creare un flusso d’acqua continuo (come una tenda o una parete), che può avere lo scopo di isolare un incendio o comunque di avere un effetto di raffreddamento su un locale. Quando ti sei dimenticato, nel progetto, di inserire delle porte tagliafuoco…

sabato 12 marzo 2011

Creatività e sozzura

Chi compie quotidianamente il tragitto Porta Susa – Politecnico ha osservato, come me, tutte le fasi della trasformazione delle OGR da una serie di costruzioni abbandonate all’attuale sede della mostra per Italia 150. Ma di questo parlano già tutti i mezzi di informazione.

Attrezzo di lavoro trasformato in pattumieraUn po’ meno nota, e sinceramente più triste, è la storia di uno degli strumenti delle lavorazioni metalmeccaniche, che è stato esposto insieme ad altri reperti sul marciapiede a fianco delle OGR stesse.

Difficile per me capire quale fosse la funzione originaria di questo reperto industriale (qualcuno può aiutarmi?), ma è evidentissimo l’utilizzo che la creatività dell’italiano medio vi ha immediatamente attribuito.

Mancano 5 giorni all’apertura della mostra, per cui qualcuno certamente (?) si occuperà di svuotare la pattumiera improvvisata e ripulire il terreno circostante. Ma posso assicurare che nei passati 2 mesi, dalla prima comparsa del “cestino”, alle prime cartacce timidamente posate, fino al copioso accumularsi di ogni tipo di imballo e rifiuto, nessuno si è mai curato della cosa.

E dire che quotidianamente in quel cantiere lavorano un centinaio di persone (come si può dedurre dal numero di auto e furgoni in divieto di sosta sui marciapiedi). Nessuno ha visto niente, neppure per scomodarsi a fare una chiamata all’AMIAT.

giovedì 3 marzo 2011

Rottura di carico

Ai colleghi di treno, ricordo che lunedì 06/03/2011 cambieranno gli orari (io l'ho scoperto per caso stamattina... tutti voi sarete molto più informati).

Inizierà anche la nuova prassi del "cambio treno" a Chivasso oppure ad Ivrea, che le ferrovie chiamano “Rottura di carico”, forse perché sanno che qualcosa di guasto ci sarà di sicuro.

Occorrerà cambiare treno ad Ivrea su alcune corse, a Chivasso su altre. Ufficialmente ciò è dovuto al limitato numero di binari disponibili, ma vi è il forte sospetto che i buontemponi delle ffss, che hanno sempre a cuore il nostro benessere psicofisico, abbiano deciso di variare i luoghi di cambio per tenerci su di morale evitando le routine troppo prevedibili.

ASSOCIAZIONE UTENTI FERROVIA CHIVASSO - IVREA - AOSTACome sempre i volontari della ASSOCIAZIONE UTENTI FERROVIA CHIVASSO - IVREA – AOSTA hanno formattato gli orari in una forma facilmente consultabile.

Gli allibratori si stanno già scaldando sulla domanda clou: quante volte i ritardi ci faranno perdere la coincidenza tra il treno 33042 che arriva a Chivasso alle 8:35 ed il treno 2008 da Milano delle 8:44?

mercoledì 24 febbraio 2010

Vietato(?) fumare

Premessa: non fumo, quindi non sono in grado di valutare quale possa essere l’impatto di una crisi di astinenza per chi è abituato a fumare.

Tuttavia, le proprie abitudini o i propri vizi non dovrebbero arrogarci il diritto di derogare alle norme della civile convivenza (prima) e del reciproco rispetto (poi, visto che quest’ultimo è in perenne declino).

Pochi minuti fa, nel mio quotidiano pellegrinaggio attraverso il binario 4 di Torino Porta Susa Sotterranea, mi sono imbattuto in ben due persone che beatamente si fumavano la propria sigaretta. In barba ai cartelli di divieto. In barba agli annunci vocali emanati periodicamente.

Non voglio discutere sull’opportunità di applicare tale divieto in una galleria che è a metà strada tra il luogo chiuso ed il luogo aperto, e nel quale passano fior di treni diesel che ammorbano l’aria ben più di qualche decina di grammi di tabacco.

Ma se esiste una regola, o ti batti per cambiarla, o ti adegui, che ti piaccia o no. Così ti insegnavano l’educazione civica a scuola (*). Sarò prevenuto, ma mi par di leggere sui volti di quelle persone un’aria di sfida, o meglio un senso di superiorità e vittoria contro le istituzioni.

E’ certo che il (mio) livello di tolleranza si riduce con l’avanzare della (mia) età, ma alle manifestazioni di arroganza e presunta superiorità non riuscirò mai ad abituarmi senza rodermi dentro. Per fortuna!

 

(*) no, non è vero, queste cose non le insegnano a scuola, e neppure nei canali televisivi che dovrebbero consolidare il senso civico nelle masse. Sono valori tramandati a livello famigliare, per chi ha la fortuna di nascere e crescere nei contesti giusti.

martedì 16 febbraio 2010

Comunicazione lampante

Per background personale e professionale, io non so molto di comunicazione, ma ho una sola certezza: l’efficacia della comunicazione dipende dall’informazione che arriva al destinatario. Non dalla buona volontà di chi comunica, non dai soldi spesi per farlo, non dalla dimensione dei cartelli, ma in ultima analisi da quanto il destinatario capisce e ricorda rispetto al messaggio che vogliamo inviare.

Negli oltre due mesi nei quali la mitica “Porta Susa Sotterranea” è entrata in funzione, un problema di comunicazione era rimasto: l’unico modo per uscire dalla stazione “lato Porta Susa” è quello di prendere il sovrappassaggio “D”. Il footbridge D, se seguiamo le indicazioni internazionali. Tutti gli altri sovrappassaggi portano in Corso Inghilterra. Esistevano delle timide indicazioni perlopiù ignorate dai passeggeri, ed il “trucco” per uscire dalla parte giusta veniva tramandato oralmente dai viaggiatori abituali ai “pivellini”, riconoscibili dal volto spaesato che assumono appena messo piede a terra.

Ieri finalmente il problema è stato risolto: in tutti i sovrapassaggi è comparso l’evidentissimo cartello che qui vi riporto:

Cartello esplicativo

Un capolavoro di comunicazione. Chi di noi non avrebbe usato la locuzione “lato fabbricato di stazione” per indicare la “vecchia” stazione di Porta Susa? Chi di noi correttamente sa identificare “Piazza XVIII Dicembre”, che per decenni era stata semplicemente “davanti a Porta Susa”? E che cosa succede se non vi servite “solo” del sovrappassaggio D? venite catapultati nell’iperspazio?

La versione inglese è ancora più esilarante, miracoli che solo Google Translate può realizzare, se usato male.

Fortunatamente l’icona dell’omino che vomita all’indietro ci permetterà di capire al volo il corretto comportamento da tenere.

Grazie Ferrovie, problema di comunicazione risolto! La prossima volta, magari, spendete quei 200 euro in più per farvi scrivere i testi da qualcuno che lo faccia di mestiere, o anche solo fateli leggere a qualcuno dei vostri passeggeri prima di stampare due dozzine di cartelli. O forse avete speso tutti i soldi per farvi dire se ‘sovrappassaggio’ si scrive con una o due ‘p’?