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venerdì 11 aprile 2014

Appena nati sono puliti

Tra gli innumerevoli documentari sulla natura, sono interessanti anche quelli sulla natura delle “cose”. Ad esempio, che aspetto ha un binario ferroviario appena nato?

Conosciamo tutti l’aspetto del binario ferroviario “adulto”, che è circondato da ciottoli di colore nerastro, abitato da topolini (speriamo) di piccola taglia, e decorato da rifiuti (organici e non) lasciati in obolo dagli educati viaggiatori, con punti di accumulo presso le fermate in stazione.

Ma se per il coccodrillo ormai sappiamo cosa fa quand’è tranquillo, per il binario ferroviario cosa sappiamo delle sue fasi iniziali di vita? Non ho fatto un vero documentario, ma una immagine rubata nel sonno, senza farsi accorgere, può rivelarci qualche indizio.

2013-12-17 17.35.54

Innanzitutto i ciottoli sono bianchi. Non vi è accumulo di materiale, e pure le colonie di topolini non si sono ancora insediate. Questo era l’aspetto del Binario 2 di Torino Porta Susa il giorno della sua inaugurazione.

Conserviamo la fotografia in un album, quando sarà grande e lercio gliela faremo vedere.

mercoledì 7 agosto 2013

Non troppo sensitivo

Il bello di utilizzare un ampio parcheggio pubblico in prossimità delle ferrovie è che vi si sbizzarriscono i più diversi e multiformi volantinatori. Sì, quelli che appicciano al vostro parabrezza un piccolo foglietto colorato, pubblicizzando servizi di scarsa utilità.

Non ho fatto statistiche, ma a naso direi che i volantini più frequenti sono quelli relativi alle agenzie di prestiti (altrimenti detti strozzini), poi seguono le nuove aperture di locali (outlet e palestre in primis). Per la prima volta ho invece trovato qualcosa di originale (qui riprodotto in fronte e retro).

giuseppe-sensitivo

Ovviamente “originale” non vuol dire “interessante”, infatti il mio interesse per la categoria dei (sedicenti) sensitivi è puramente antropologico (non tanto per loro, quando per i clienti).

Ed il nostro caro Giuseppe è talmente poco interessante che, nel proprio volantino non è neppure stato in grado di scrivere qualcosa di diverso nel retro rispetto al fronte. Ha talmente poco da dire che lo dice due volte. Ed ovviamente è superiore a qualsiasi forma di grammatica o punteggiatura.

Merita ovviamente una menzione speciale la scritta in piccolo, di traverso, sul fronte del volantino: “Non gettare a terra, rispetta l’ambiente” (punteggiatura mia). Ovviamente il 20% dei volantini cadono a terra per via del vento, il 50% vengono gettati con stizza da chi li ritrova, il 29% vengono affettuosamente raccolti e depositati nel più vicino cassonetto, mentre l’1% viene scannerizzato ed utilizzato in qualche blog. Se fosse realmente sensitivo, lo saprebbe.

Chioserei, piuttosto, “Non distribuire questa schifezza, rispetta le persone”.

lunedì 29 luglio 2013

Nais trai (Nice try)

Luogo di villeggiatura marina. C’è un’ottima pizzeria da asporto, pizze molto buone e focaccine terribilmente appetitose. Infatti il problema principale sono le lunghe code di attesa negli orari di punta.

I gestori sono anche attenti alla raccolta differenziata, ed alla clientela internazionale. O forse, più alla raccolta differenziata che agli utenti internazionali.

Solo piatti e bicchieri di plastica (only plastic glasses and plats) / Avanzi di cibo (scrap for food)

Forse il neologismo “Plats” si avvicina all’esperanto, ibridando “Piatto”, “Plat” (francese), “Plate” (inglese) e “Platte” (tedesco).

Di più difficile interpretazione è invece lo “Scrap for food” (letteralmente: rottame per il cibo), probabilmente fa riferimento ad una sensibilità ecologica futuristica iper-spinta, in cui ci si potrà nutrire di rottami (speriamo organici).

In ogni caso, la pizzeria è fantastica ed assolutamente da consigliare. Magari qualche cliente potrebbe dare una mano nelle traduzioni: per due porzioni di focaccine proverò a propormi!

lunedì 22 luglio 2013

Civilizzati per divieto

Questo è un cartello simile a migliaia di altri identici, disseminati nelle stazioni ferroviarie, di fronte ai quali siamo passati moltissime volte, senza prestarvi troppa attenzione.

Ma proviamo a leggerlo realmente.

Vietato gettare rifiuti a terra (cicche, chewingum, carta, etc.)

Viene da chiedersi se realmente sia necessario esplicitare questo divieto. Non dovrebbe fare parte delle più normali forme di civiltà il fatto di non gettare i rifiuti a terra? Cosa ne penseranno gli stranieri? Che immagine stiamo dando di noi stessi? trogloditi che getterebbero ogni cosa a terra, se non vi fosse un divieto esplicito, con tanto di sanzioni ridicole?

Io non mi ci riconosco. Spero di non essere in minoranza.

sabato 17 novembre 2012

Più breve di una farfalla

La conoscenza popolare tramanda che le farfalle vivono un solo giorno. Ovviamente non è proprio così, il ciclo di vita di una farfalla è molto lungo, se si comprendono tutti gli stadi dall’uovo al bruco alla pupa fino all’insetto adulto possono passare diversi mesi.

Facendo riferimento allo stadio adulto, effettivamente esistono alcune specie che vivono in questo stadio solo per pochi giorni, o addirittura per poche ore (es. Mayfly o Ephemeroptera).

Ma la nostra cultura “moderna” ha creato un oggetto ancora più effimero (che etimologicamente è lo stesso nome dell’insetto).

Bicchierino del caffè subito prima della sua eliminazione

Mi ha sempre stupito il ciclo di vita del bicchierino di plastica delle macchine automatiche distributrici di caffè, di cui anche il Politecnico è pieno.

Il bicchierino rimane dormiente per mesi, o settimane, poi finalmente viene il suo turno e passa allo stadio “adulto”, viene riempito con un qualche liquido caldo (al gusto di caffè, cappuccino, the o cioccolato) e finalmente consegnato nelle mani di un umano.

La durata di questo stadio di vita è di pochi secondi (da 10 a 120, all’incirca, in funzione della flemma del bevitore e della temperatura del liquido). Dopodiché l’oggetto viene eliminato. Per sempre.

A fianco di ogni macchinetta del caffè vi sono bidoni pieni di bicchierini vuoti, che spesso finiscono nei rifiuti indifferenziati (anche perché solo da pochi mesi sono stati ammessi come rifiuti differenziabili nella plastica). E che hanno vissuto per pochi secondi ciascuno.

Il problema, ovviamente, è che il prezzo del bicchiere è molto basso. Si possono trovare facilmente stock di 80 bicchieri a € 0,52 (quindi € 0,0065 a bicchiere, ossia 0,65 centesimi).

Ma se il bicchierino si pagasse a parte (ad esempio 5 centesimi), potremmo decidere di portarcelo da casa (o riutilizzare quello di ieri). Oppure è una boiata?