Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2013

Italian Scratch Festival

Lo scorso 18 maggio 2013 si è tenuto l’annuale Italian Scratch Festival, organizzato dalla Associazione Dschola ed ospitata nel bellissimo auditorium della scuola ITI Majorana di Grugliasco (TO).

Scratch

Sono molto contento di essere stato invitato a fare parte della giuria, per valutare i video-giochi realizzati in Scratch dagli studenti di prima e seconda superiore. Abbiamo dovuto valutare gli 11 lavori finalisti che erano stati pre-selezionati da un comitato (che comprendeva anche altri studenti).

I videogiochi erano tutti molto divertenti e giocabili. Molti avevano una buona progressione di gioco, e cercavano di ricostruire le dinamiche di intrattenimento che si vedono in prodotti molto più blasonati. Mi sono anche divertito a spulciare il “sorgente” dei programmi, trovando soluzioni tecniche anche interessanti.

Ed il tutto svolto da ragazzi che avevano una formazione solo iniziale di informatica, ma compensata da molto interesse e molta passione.

Questa è una foto di gruppo dei 5 vincitori (ma anche gli altri 6 erano quasi altrettanto in gamba), insieme agli organizzatori ed ai ‘giudici’.

ISF_gruppo_vincitori

Sono persone come queste, di cui abbiamo bisogno per il futuro. Ragazzi determinati ed appassionati, che sudano lunghe ore per realizzare il loro prodotto, che non si intimoriscono a parlare di fronte a 200 loro coetanei (non sempre del tutto rispettosi), che non cercano di nascondere le debolezze dei propri programmi ma le evidenziano come spunti di miglioramento, che attraversano l’Italia da Sud a Nord per sfidare i compagni sulla loro passione comune, che non cercano di ricalcare il triste cliché del bulletto ma cercano di essere sé stessi ed esserlo con orgoglio, anche se un po’ nerd.

Incoraggiamoli. Difendiamoli. Coltiviamoli. Costruiranno il nostro futuro.

venerdì 3 maggio 2013

Semplificazioni mancate

Da noi in Italia le pubbliche amministrazioni sono famose e rinomate soprattutto per un aspetto: saper complicare all’infinito anche le cose più semplici. Da cui, ovviamente, nascono inefficienze e costi spropositati.

Ma anche il settore privato fa la sua parte, e lo racconto con un esempietto.

Ho due figli che vanno a scuola nello stesso comune. Sono due scuole diverse, ma il servizio mensa è lo stesso e viene appaltato dal Comune per tutte le scuole del territorio. In fase di iscrizione, ho optato per il pagamento via RID dei costi relativi.

Ecco cosa succede ogni mese: arrivano a casa due fatture (allo stesso indirizzo), inserite in due buste diverse (con lo stesso indirizzo, talvolta anche scritto a mano), entrambe affrancate, e spedite lo stesso giorno. Le due fatture anticipano che il mese successivo saranno prelevati tot euro dallo stesso conto corrente. E puntualmente avvengono due addebiti sul mio conto.

Non voglio fare il calcolo di quanto costi l’affrancatura in più, la busta in più, ed il RID in più: basterebbe un’unica fattura, con due voci (i due figli), inserita in un’unica busta e pagata con un unico addebito. Per non dire che la fattura potrebbe essere tranquillamente inviata in PDF via e-mail (per lo meno a chi lo richiede).

Piccola consolazione: recentemente l’indirizzo è prestampato (usano buste-finestra) e non manoscritto.

Fatture mensa0

domenica 15 maggio 2011

Le fonti dell’ignoranza

Ho da poco letto il libro “Togliamo il disturbo” di Paola Mastrocola, che esordisce lamentando (e cercando di analizzarne le cause) il fatto che nei primi anni del liceo gli studenti non conoscano le elementari regole di ortografia e grammatica.

È un libro leggero (nella lettura) e profondo (nelle riflessioni), sul quale ho opinioni molto contrastanti: mi ritrovo moltissimo in alcuni passaggi, mentre sono totalmente in disaccordo con altri. Forse troverò prossimamente il tempo di scrivere a tale proposito, ma non è l’argomento di oggi.

Division by zero!Oggi ho invece capito uno dei motivi per cui all’università abbiamo così tanti problemi sulle materie di base (le nozioni base di algebra e logica sembrano quasi inesistenti), e forse per cui tanti studenti nel loro percorso di studi perdono la passione per le materie scientifiche.

Visionando un quaderno di quarta elementare, ho trovato delle correzioni della maestra di matematica che indicava che 6:0=0 e che 21:0=0. E dulcis in fundo, 0:0=0. Il tutto seminando dubbi nei bambini che (1) non capivano perché il risultato dovesse essere zero, poiché contraddiceva ciò che avevano imparato e (2) non capivano perché sul libro ci fosse invece (correttamente) scritto che l’operazione era impossibile o indeterminata.

Ogni studente che sviluppa l’amore e la passione per la matematica e per le materie scientifiche è un piccolo miracolo, visto ciò che riceve dal sistema scolastico. E perdonatemi l’apparente qualunquismo, ma in realtà è amarezza.